scrivere un libro

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12 Commenti

  1. Capita spesso che autori emergenti o altri professionisti, impegnati nella produzione di un testo, mi raccontino che uno dei maggiori ostacoli è pianificare e poi seguire il piano. Vorrebbero procedere di getto, ma la struttura è fondamentale. Dunque come pianificare senza annoiarsi e mantenere il flusso creativo? ☺

    1. Ciao Barbara
      Questa è una domanda molto interessante, in effetti ci sono tanti metodi divertenti per riuscire a pianificare tutto il lavoro mantenendo alto lo slancio creativo. Dalle mappe mentali all’utilizzo di schede colorate e lavagne, all’uso di programmi specifici per computer (vedi Scrivener). Se ne potrebbe parlare, vediamo che succede nei prossimi commenti, intanto grazie per la testimonianza.
      Buona giornata!

  2. Anche a me sono arrivati scrittori e scrittrici “impigliati” nella pianificazione. Qualcuno scrive di getto, lasciandosi trasportare dai personaggi, altri pianificano minuziosamente, o quantomeno, hanno già chiara la struttura e si concedono un margine di improvvisazione minimo. C’è anche chi ha decine di manoscritti incompleti nel cassetto e non è in grado di mettere la parola fine.

    1. Ciao Elnora, sai cos’è?
      Che quando parti senza pianificare poi è facile creare un mare di errori anche grossolani. Distanze di “giorni a cavallo” che diventano passeggiate, capelli lunghi che diventano corti, comportamenti incoerenti…. Chi non pianifica si trova poi ad affrontare una fase di editing da incubo, non trovi? Dalla tua esperienza qual’è quindi la fase che andrebbe approfondita?

      1. Sicuramente la fase matassa e la fase abbandono. La prima perché lo scrittore potrebbe non aver chiaro dove vuole andare e quindi finisce per perdersi, la seconda perché non si può fare tutto da soli: farsi aiutare non rappresenta un fallimento artistico ma una preziosissima occasione di crescita professionale e miglioramento delle proprie capacità

        1. Ciao Elnora, riflettevo sulla tua frase. Dici cose molto “forti” e importanti. Sul “non fare tutto da soli” dovremo tornarci. E’ un argomento davvero stimolante per una discussione sui “self publishing o non self-publishing”.

          Grazie per la tua testimonianza

  3. ciao Giovanni, complimenti per il tuo blog che seguo da ormai diverso tempo con devozione e interesse. una domanda: ho in mente ormai da anni un’idea per un libro, è diventato quasi un’ossessione, sono sicuro di questa storia, e mi suscita emozioni, ci penso costantemente, ahimé però, causa lavoro, causa impegni e altre scuse (perché sono scuse, chiamiamole con il loro termine) rimando sempre e non riesco mai ad iniziare a buttarla giù, cosa puoi consigliarmi?

    1. Ciao Gabri, scusa questo ritardo, ma evidentemente non ho avuto la notifica del tuo commento. A ogni modo, quando sei in una situazione dove la “rimandite” prende il sopravvento è perchè forse stai “pensando troppo”. Ovvero stai creando una cosa troppo grande e il cervello stesso si spaventa ad affrontarla in modo pratico.

      Non iniziare a scrivere o rischi di trovarti davanti alla pagina bianca. Fai una sessione di freewriting da 10 minuti 🙂

      Cioè: prendi un bel foglio bianco, una penna, metti un timer da 10 minuti e inizia a scrivere qualsiasi cosa riguardi il libro. Frasi, nomi, luoghi, concetti, regole, non stare a pensarci, come vengono vengono, fatti una sessione veloce. Non pensare, scrivi e basta, lo scopo è scrivere tanto e non scrivere bene o scrivere con un senso. Riempi il foglio completamente 🙂

      Dopo questo primo “sblocco” che in teoria dovrebbe aiutarti semplicemente a sciogliere i pensieri legati al libro, potresti fare una mappa mentale e iniziare a focalizzare gli aspetti principali della storia. A tal proposito… ce l’hai la storia? E’ già completa? 🙂 ciaoo

        1. Ciao Fabio.
          La paura è davvero una brutta bestia. Nella scrittura di solito ha connotati e caratteristiche ben precise, e tuttavia ritengo sia “estirpabile” con un minimo di lavoro.
          Prova il metodo e fammi sapere come va…

    1. Ciao Romina.

      Il libro puoi venderlo in millemila modi diversi. Il più semplice (forse) è l’autopubblicazione, per esempio su Amazon, o ilMioLibro. Potresti anche venderlo in versione digitale direttamente dal tuo blog o dal tuo sito (devi avere la partita IVA per farlo in modo regolare)

      Il problema un realtà non è come venderlo, è “come farlo conoscere agli altri”. Se nessuno sa che esiste, nessuno lo comprerà. E per farlo conoscere l’impegno è davvero tanto 🙂 Magari attraverso un blog?

      Grazie mille per il tuo messaggio e in bocca al lupo con il tuo sito