scrivere un libro

Scrivere un libro è un sogno che coltivano in molti ma che realizzano in pochi… Ti sei mai chiesto il perché?

Quali sono i reali motivi che ti portano a “non provarci” nemmeno? È un problema tecnico? È un problema di scrittura? Ha a che fare con l’organizzazione? O semplicemente non ti senti “all’altezza” di un compito così complesso?

Ti dico una cosa: qualsiasi scrittore è partito dal primo libro, non sono nati tutti Hemingway. Nessuno ha il diritto di dirti cosa fare o non fare, cosa scrivere o non scrivere, e tu, anche grazie al metodo che sto per spiegarti, ora potrai scrivere un libro, e poi un altro, e un altro ancora. Alla faccia di chi ti dice di lasciar perdere. Cosa dici, iniziamo?

Perchè dovresti scrivere un libro…

Scrivere un libro è un’esperienza meravigliosa che consiglio a chiunque. Te lo ripeto: a chiunque. Scrivere è un processo creativo che stimola la tua mente e ti renderà felice. Solo questo sarebbe un motivo sufficiente. Invece c’è tanto di più.

Scrivere un libro, un racconto, una scenografia, anche il post di un blog come questo, ti aiuta a migliorare ogni capacità che possiedi, dall’organizzazione, alla memoria, alla capacità di risolvere i problemi.

Sai di cosa sono convinto inoltre? Che se non sai scrivere, se hai difficoltà con la scrittura, quale miglior esercizio per migliorare se non quello di scrivere? Se poi avrai la possibilità di farti aiutare da professionisti, quanto potresti migliorare nel tuo italiano o comunque nell’uso della parola scritta?

Ecco perché dovresti scrivere un libro: per permettere a te stesso di crescere sotto ogni punto di vista.

…e perché non dovresti farlo?

Fermati un minimo e rifletti. Qui siamo di fronte a due strade molto importanti, devi farti una serena analisi di coscienza: non vuoi scrivere un libro perché non ti senti in grado di farlo o perché qualcuno – evidentemente preoccupato – ti dice di non farlo?

Sei proprio sicuro che quel “qualcuno” voglia il tuo bene? O semplicemente è preoccupato perché si immagina chissà cosa e pensa che gli ruberai “tempo” per inseguire i tuoi sogni? Ti invito a riflettere tanto su questa cosa.

Non attendere che gli altri ti dicano cosa fare: scegli. E fai.Click To Tweet

Se sono persone lontane, fantomatici “scrittori” che ti dicono che non ci riuscirai mai, beh, evidentemente ti temono o sono così altezzosi da non ricordare quando anche loro erano agli inizi. Evita come la peste le persone dai pensieri tossici, non hanno nulla da darti.

Se invece fossero persone vicine, allora potresti prenderla come una sfida (bonaria) per dimostrargli che sei in grado di realizzare, concludere o comunque portare a buon fine qualsiasi compito.

La verità? È che non esiste nemmeno un motivo per cui tu non possa #scrivere un libro.Click To Tweet

5 passaggi fondamentali per scrivere un libro

Ecco qui 5 passaggi fondamentali – da seguire nell’esatto ordine indicato per semplificare l’intero processo di scrittura.

Quando un obiettivo ti appare troppo sfidante spezzalo in più parti 🙂Click To Tweet

Fase 1: Carta igienica

Ormai lo avrai capito, mi piace affrontare le cose con serietà ma sempre con il sorriso, per cui perdonami questi nomi, voglio solo che rendano l’idea.

È la fase che precede la prima stesura, e la precede anche di parecchio. È dove puoi scrivere di tutto, appuntare le idee, scrivere qualche passaggio della trama, mettere nero su bianco alcune regole del mondo che stai per descrivere.

Scrivi tutto, sogna in grande, non ti porre limiti!

In questa fase, che non possiamo definire di vera e propria scrittura del libro, meglio della carta igienica – sempre utile per prendere appunti – c’è poca roba.

A parte gli scherzi, già qui sarebbero utilissimi software di organizzazione della scrittura (programmi specifici) o anche “metodi” per prendere appunti. Ne ho mille nella testa, potrei parlartene per ore, se ti interessa potremmo fare un articolo specifico. Prosegui a leggere che alla fine c’è una sorpresa proprio per soddisfare queste tue esigenze.

Fase 2: La matassa

In questa fase dovrai fare in modo di stendere il filo conduttore. È fondamentale che la storia funzioni. Rispetto alla fase 1, dove tante informazioni servono solo a te per sapere come funzioni il progetto, in questa dovrai creare la struttura del tuo libro.

Scrivere un libro senza aver definito per grandi passi la storia, intesa come sequenza temporale di fatti, è praticamente impossibile, faresti mille errori e ti costringeresti ad una fase di editing davvero infinita.

In questa fase il tuo libro dovrà apparirti strutturato in modo temporale: succede questo, poi questo, poi quello. Tutto rigorosamente in ordine. Alla fine di questa fase la tua storia deve funzionare, deve avere un inizio e soprattutto una fine.

Ed è proprio alla fine di questa fase che dovrai chiederti: funziona? È interessante?

Poi potrai decidere di proseguire, abbandonare o anche ornare sui tuoi passi alla fase 1 e aggiungere particolari, situazioni e nuove idee.

Fase 3: La prima stesura

Per molti scrivere un libro significa iniziare da questa fase. Se hai seguito i ragionamenti ti sarai facilmente reso conto che iniziare da qui significa perdersi.

Nella prima stesura andrai a definire già tantissimi dettagli, partire dai dettagli senza avere una conoscenza a più alto livello della trama, dei personaggi e dei luoghi significa commettere errori, confondersi e come dicevo sopra perdersi. Scrivere un libro significa scrivere tanto, e questo è il momento giusto per farlo. Scrivi ogni cosa, definisci quanti più dettagli puoi, fai in modo che tutto sia vivido, vivo, credibile.

Come scrittore devi conoscere tante più cose del tuo libro di quelle che effettivamente andrai a scrivere. La tua vasta conoscenza si trasformerà in precisione all’interno delle tue pagine, con grande soddisfazione dei tuoi lettori.

Fase 4: Il taglione

Questa fase è tanto dolorosa (le prime volte non saprei come altro definirla) quanto necessaria. Qui andrai a tagliare qualsiasi cosa non necessariamente utile ai fini della trama. Il libro più bello è il libro più semplice e più corto, quello dove non devi faticare per seguire dettagli che non c’entrano nulla, quello dove non devi perdere la testa per leggere frasi di 20 righe.

Taglia e ritaglia. Dove è complesso taglia e ricuci.

Questa fase è dove puoi anche riscrivere intere parti, pertanto non appena completata potresti semplicemente “ricominciarla”. Ogni volta che lo farai il libro che stai scrivendo guadagnerà in pulizia e leggibilità: i tuoi lettori ringraziano.

Fase 5: L’abbandono

Qualsiasi libro tu scriva, potresti scriverlo e riscriverlo all’infinito e non sarebbe mai perfetto. In questa ultima fase dovrai semplicemente concederti il lusso di un’ultima revisione.

Se non ti senti sicuro, dovresti valutare seriamente di rivolgerti a un professionista per un’accurata fase di editing. Errori, refusi, coniugazioni fantasiose… Sono mille le insidie che si nascondono nella stesura finale, e nessuno è in grado di correggere se stesso dopo aver letto il libro 10 volte. Una buona fase di editing creerà valore per te e per i tuoi lettori.

Fatto questo ultimo passaggio dovrai abbandonare la scrittura, e accompagnare il libro verso il suo destino.

Conclusioni: vuoi scrivere un libro? Inizia ora.

Non farti scoraggiare. Se il primo libro che hai scritto è brutto il secondo sarà meglio. Sei un essere umano, come tale puoi imparare cose nuove ogni giorno, puoi migliorare, evolvere. È tutto in mano a te, devi solo volerlo, sogna sempre in grande: è gratis!

E ricorda: scrivere un libro non ha mai ucciso nessuno.

Ora, anche per avere un’idea più specifica (e di conseguenza scrivere qualcosa di dedicato) ti propongo una sorta di sondaggio ULTRA rapido in cui esprimere il problema più grande che hai con la scrittura. Dove ti blocchi? Quale delle 5 fasi viste è quella dove sei più in difficoltà? Scrivilo nei commenti.

Al raggiungimento di una quota minima di risposte scriverò un post dedicato a risolvere la situazione più citata. Chiaramente è gratis e richiede solamente il tempo di scrivere un commento. Ti ringrazio per la partecipazione!

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  • Capita spesso che autori emergenti o altri professionisti, impegnati nella produzione di un testo, mi raccontino che uno dei maggiori ostacoli è pianificare e poi seguire il piano. Vorrebbero procedere di getto, ma la struttura è fondamentale. Dunque come pianificare senza annoiarsi e mantenere il flusso creativo? ☺

    • Ciao Barbara
      Questa è una domanda molto interessante, in effetti ci sono tanti metodi divertenti per riuscire a pianificare tutto il lavoro mantenendo alto lo slancio creativo. Dalle mappe mentali all’utilizzo di schede colorate e lavagne, all’uso di programmi specifici per computer (vedi Scrivener). Se ne potrebbe parlare, vediamo che succede nei prossimi commenti, intanto grazie per la testimonianza.
      Buona giornata!

  • Anche a me sono arrivati scrittori e scrittrici “impigliati” nella pianificazione. Qualcuno scrive di getto, lasciandosi trasportare dai personaggi, altri pianificano minuziosamente, o quantomeno, hanno già chiara la struttura e si concedono un margine di improvvisazione minimo. C’è anche chi ha decine di manoscritti incompleti nel cassetto e non è in grado di mettere la parola fine.

    • Ciao Elnora, sai cos’è?
      Che quando parti senza pianificare poi è facile creare un mare di errori anche grossolani. Distanze di “giorni a cavallo” che diventano passeggiate, capelli lunghi che diventano corti, comportamenti incoerenti…. Chi non pianifica si trova poi ad affrontare una fase di editing da incubo, non trovi? Dalla tua esperienza qual’è quindi la fase che andrebbe approfondita?

      • Sicuramente la fase matassa e la fase abbandono. La prima perché lo scrittore potrebbe non aver chiaro dove vuole andare e quindi finisce per perdersi, la seconda perché non si può fare tutto da soli: farsi aiutare non rappresenta un fallimento artistico ma una preziosissima occasione di crescita professionale e miglioramento delle proprie capacità

        • Ciao Elnora, riflettevo sulla tua frase. Dici cose molto “forti” e importanti. Sul “non fare tutto da soli” dovremo tornarci. E’ un argomento davvero stimolante per una discussione sui “self publishing o non self-publishing”.

          Grazie per la tua testimonianza

  • ciao Giovanni, complimenti per il tuo blog che seguo da ormai diverso tempo con devozione e interesse. una domanda: ho in mente ormai da anni un’idea per un libro, è diventato quasi un’ossessione, sono sicuro di questa storia, e mi suscita emozioni, ci penso costantemente, ahimé però, causa lavoro, causa impegni e altre scuse (perché sono scuse, chiamiamole con il loro termine) rimando sempre e non riesco mai ad iniziare a buttarla giù, cosa puoi consigliarmi?

    • Ciao Gabri, scusa questo ritardo, ma evidentemente non ho avuto la notifica del tuo commento. A ogni modo, quando sei in una situazione dove la “rimandite” prende il sopravvento è perchè forse stai “pensando troppo”. Ovvero stai creando una cosa troppo grande e il cervello stesso si spaventa ad affrontarla in modo pratico.

      Non iniziare a scrivere o rischi di trovarti davanti alla pagina bianca. Fai una sessione di freewriting da 10 minuti 🙂

      Cioè: prendi un bel foglio bianco, una penna, metti un timer da 10 minuti e inizia a scrivere qualsiasi cosa riguardi il libro. Frasi, nomi, luoghi, concetti, regole, non stare a pensarci, come vengono vengono, fatti una sessione veloce. Non pensare, scrivi e basta, lo scopo è scrivere tanto e non scrivere bene o scrivere con un senso. Riempi il foglio completamente 🙂

      Dopo questo primo “sblocco” che in teoria dovrebbe aiutarti semplicemente a sciogliere i pensieri legati al libro, potresti fare una mappa mentale e iniziare a focalizzare gli aspetti principali della storia. A tal proposito… ce l’hai la storia? E’ già completa? 🙂 ciaoo

    • Ciao Romina.

      Il libro puoi venderlo in millemila modi diversi. Il più semplice (forse) è l’autopubblicazione, per esempio su Amazon, o ilMioLibro. Potresti anche venderlo in versione digitale direttamente dal tuo blog o dal tuo sito (devi avere la partita IVA per farlo in modo regolare)

      Il problema un realtà non è come venderlo, è “come farlo conoscere agli altri”. Se nessuno sa che esiste, nessuno lo comprerà. E per farlo conoscere l’impegno è davvero tanto 🙂 Magari attraverso un blog?

      Grazie mille per il tuo messaggio e in bocca al lupo con il tuo sito