Inventarsi un lavoro a 40 anni

Si, inventarsi un lavoro a 40 anni è possibile.

Prima di raccontarti come ci sia riuscito, vorrei però metterti in guardia: io ho fatto delle scelte che gli altri hanno definito coraggiose. Credo volessero dire altro, credo volessero infamarmi, dirmi che solo un idiota farebbe quello che ho fatto io.

Ma io l’ho fatto.

Inventarsi un lavoro a 40 anni. Ma sei impazzito?

Il cambiamento è pericoloso. Soprattutto quando è grande e, di conseguenza, investe anche gli altri, direttamente o indirettamente. Chiunque sarà coinvolto non ti dirà mai: bravo, fallo. Sarà spaventato, e agirà di conseguenza.

Avrai tutti contro.

Quindi te lo dico subito: inventarsi un lavoro a 40 anni è ancor più pericoloso che a 30 o a 20. Perché il tempo già trascorso ha reso chi ti circonda pigro, offuscato dalla quotidianità che preferisce vedere senza problemi, senza mai uscire dalla sua area di comfort ridotta ormai ad una minuscola fessura. Per qualcuno, avere gli stessi identici problemi ogni giorno è come non averne affatto.

Cambiare è difficile, farlo quando apparentemente tutto gira per il verso, quando lo stipendio è buono, e quando gli altri ti dicono “beato te, che hai un lavoro, che prendi soldi, che sei bravo, che…”

Gli altri ti uccideranno se continuerai ad ascoltare solo loro.Click To Tweet

Finisco io la frase: non sei felice. Gli altri non sono in grado di vederlo, e tu sei al limite, quindi devi fare qualcosa, devi inventare qualcosa ma probabilmente hai paura. Lo sai: togliere l’autopilota quando vai via così liscio è molto pericoloso, soprattutto se sei ancora convinto di non saper pilotare.

Sei sulla buona strada, sai di avere un problema, lo hai accettato, e cominci a sentire le voci degli altri più lontane.

Il #cambiamento è iniziatoClick To Tweet

Regola 1: credi in te stesso.

La prima cosa da fare per inventarsi un lavoro è prendere in mano le redini. Devi ripartire da te, riprendere il controllo ed essere tu a guidare. Ti serviranno fiducia in te, nelle cose che fai, e autostima. Spingiti oltre, poiché abitudini e schemi mentali ti rendono schiavo.

Tenendo le mani nelle tasche, credi sia possibile inventarsi un lavoro?

Ne ho visti tanti tenere le mani nelle tasche e pigolare rivolti verso gli altri. Sembrano tacchini. Chi tiene le mani nelle tasche non merita nemmeno di parlarti. Non farà mai nulla, se non parlare.

E tu devi smettere di comportarti bene con queste persone. Se vuoi circondarti di persone positive devi fare tu la prima mossa, devi rompere qualche equilibrio, devi per forza spaccare qualche muro.

Bada bene: nessuno ti dice di violare le regole, io parlo di rompere le regole imposte dagli altri, superare i limiti e andare avanti. Inventarsi un lavoro significa riuscire dove gli altri non hanno nemmeno tentato. Ti cambierà la vita in meglio, e anche se non ti ringrazieranno mai perché non riusciranno a capirlo, il cambiamento farà bene anche a loro.

Perchè tu diventerai qualcosa di migliore, senza ombra di dubbio.

Regola 2: lavora, credici, lavora di più, credici di più.

Sai quando avrai la certezza che il lavoro che ti sei inventato funziona? Quando qualcuno pagherà per i servizi o i prodotti che offri. Prima non sarà un lavoro ma solo un’idea, qualcosa di astratto.

Devi arrivare a farti pagare per quello che fai e che hai inventato. Quando qualcuno lo farà, avrai lavorato.

E te lo assicuro, nessuno ti regalerà soldi, quindi parti da principi sani e punta alla qualità. Lavora, lavora sodo, e festeggia il primo risultato.

Inventarsi un lavoro a 40 anni. Perché?

Spero me lo dirai nei commenti il vero motivo che ti sta spingendo verso questa direzione. Le motivazioni possono essere tante:

  • Conquistare una nuova libertà finanziaria
  • Costruire qualcosa di tuo
  • Migliorare la tua qualità di vita
  • Dare sfogo alle tue idee
  • Assecondare il bisogno di cambiare

E questo elenco potrebbe allungarsi all’infinito. Tuttavia nella maggior parte dei casi la risposta reale è: perché non sei felice.

Certo, potrebbe essere più semplicemente – e più urgente – perché il lavoro l’hai perso o ti hanno licenziato. Oppure perché non riesci più a vivere nell’ambiente lavorativo in cui sei ora.

Sono tre strade diverse, perché qualcuna ti lascia ancora un po’ di tempo, in certe situazioni invece tempo non ne hai. Quindi:

Regola 3: smetti di perdere tempo

Inventarsi un lavoro richiede tempo e pianificazione. Richiede studio, formazione, preparazione specifica in tanti campi (soprattutto se sei all’inizio o vuoi metterti in proprio, da solo). Ti serve tempo, te ne serve tanto, quindi smetti di sprecarlo.

Lavoro remunerativo a 40 anni
Qualsiasi sia il terreno, INIZIA ORA a coltivarlo. Curalo senza perdere altro tempo e piano piano raccoglierai anche tu i frutti migliori.

1 anno prima di decidere di licenziarmi ho fatto questo pensiero.

Ora che ho deciso cosa voglio fare, devo trovare dei clienti, devo capire se i servizi che offro possano interessare e creare valore. Obiettivo: 10 clienti paganti. Al decimo cliente festeggerò e darò le dimissioni.

Ho eliminato la televisione. Ho eliminato le distrazioni inutili. Ho trasformato la lettura in studio. Ho sacrificato ogni minuto del mio tempo libero e l’ho investito nello sviluppo della mia idea.

Non ho rinunciato agli hobby, perché il mio hobby è la mia passione, la mia passione è il mio lavoro e solo la vera passione non fallisce mai.

Inventarsi un lavoro. Come?

Devi renderti conto di quello che stai facendo. Se sei qui a leggere significa che il processo è già iniziato. Ed è irreversibile. E’ la tua coscienza che ti parla, tu puoi far finta di nulla, puoi non ascoltarla, ma lei continuerà ad urlare senza sosta.

Soffrirai. Stai già soffrendo.

Vedi solo problemi e non sai come affrontarli. Niente panico. Non serve a nulla. Spezza quel gomitolo di pensieri e inizia a fare.

Metti i problemi in fila e inizia a risolverli. Non pensare a quanti siano, lo sai già che sono molti, prendine uno, dagli un contorno, se è troppo grande spezzalo in parti più piccole e inizia a divorarlo, fallo fuori, e avanti coi carri!

Regola 4: sii generoso (devi dare prima di ricevere)

Se vuoi vivere il tuo sogno, se davvero vuoi costruire qualcosa, devi avere tenacia ed essere generoso.

Devi credere in quello che fai, essere convinto che il tuo prodotto sia buono e curare il tuo primo cliente come un figlio. Ricordalo sempre: non è solo l’unico che hai: è il primo, il più importante.

Il tuo primo cliente? E' quello che ti farà dire: ce l'ho fatta.Click To Tweet

Dove parte il percorso per inventarsi un lavoro?

Il percorso per inventarti un lavoro deve partire dalle tue passioni. Non ci sono alternative, soprattutto se stai cercando di creare qualcosa di nuovo. Siamo nel 2015, in un tempo che continuano a chiamare “di crisi” ma che con la crisi non ha nulla a che fare.

Il mio pensiero – per quanto forte – è che questo modello di società sia arrivato alla fine. Il consumismo, la sovrapproduzione, la vendita sfrenata, non hanno più ragione di esistere.

Credo sia una vera e propria rivoluzione. Un ritorno a ciò che conta veramente che costringerà tutti a cambiare. Puoi attendere che accada, proseguire nella tua quotidianità o riprendere in mano il volante e sterzare per esplorare nuove strade.

La scelta è tua.

Non posso dirti io cosa fare, tuttavia sono convinto che tu sappia fare qualcosa meglio di tanti altri. Quel qualcosa in cui eccelli deve essere il tuo traino motivazionale. Concentrati quindi, identificalo e pensa a come poterlo sfruttare per inventarti una professione, un lavoro che possa servire a qualcuno e – proprio per questo motivo – essere pagato.

La tua autostima ti ringrazierà.

Regola 5: non avere paura di fallire.

Dovrai sperimentare, provare, capire se possa funzionare. Fallirai. E fallirai ancora. Devi essere lucido, devi saperlo e devi accettarlo. Ogni fallimento porta con sè tanti insegnamenti. Fallire non significa essere finiti se giocherai bene le tue carte.

Parti piccolo, non ti esporre troppo, sperimenta e credici. Sii lucido e pronto ad accettare la sconfitta. Ogni volta avrai imparato qualcosa e ogni volta potrai ripartire con un errore in meno da fare.

Inventarsi un lavoro è anche considerare il fallimento, concedersi la possibilità di sbagliare e ripartire senza compromettersi.

Parti piccolo, e concediti il lusso di poter fallire.Click To Tweet

Considerazioni finali

Non voglio darti l’idea di banalizzare un problema che per molti è gigantesco. Non mi credo un fenomeno e non ti sto spingendo a compiere passi da incosciente. Conosco la disperazione di chi ha perso il lavoro. Io ho scelto di organizzarmi per tempo, per poter fare un passaggio graduale e non sconsiderato.

Quello che mi auguro possa fare anche tu.

Io spero che tu un lavoro ce l’abbia, o comunque che tu abbia un’entrata. Inventarsi un lavoro sarà possibile solo se ti concederai quel minimo di tempo per organizzarti e partire.

Credici, lavora sodo, non ascoltare chi ti dice che non si può fare, poniti obiettivi raggiungibili e portali avanti, e parti adesso.

La qualità della mia vita è diversa ora. Certo, non sono un milionario, ma continuo ancora ad inseguire il sogno di diventarlo e sono maledettamente felice.

Se ti va sono qui, a condividere le mie difficoltà (sono ancora agli inizi per quanto abbia già raggiunto risultati), le mie scoperte e i miei successi, e a darti tutti gli strumenti necessari affinché anche il tuo sogno di vita diventi reale. Da dove vuoi iniziare? I commenti sono aperti, parlami e dimmi cosa pensi, oppure inserisci la mail e lasciati ispirare dalla nostra newsletter!

Articoli simili

  • “Ho eliminato la televisione. Ho eliminato le distrazioni inutili. Ho trasformato la lettura i.
    Ho sacrificato ogni minuto del mio tempo libero e l’ho investito nello sviluppo della mia idea” questa frase mi ha colpito….molti manager passano il tempo libero senza riflettere su progetti e sul miglioramento del proprio ed altrui futuro….mentre All base di un progetto c’è proprio questo

    • Grazie Loredana, apprezzo molto le tue parole.
      E’ stato un percorso difficile: il problema, come ben immagini, non è stato piccolo. Tuttavia l’ho accettato e affrontato subito per guadagnare tempo. Sulla base delle riflessioni di cui parli anche tu mi sono costruito un’alternativa. Non l’unica possibile ma quella in cui credevo davvero. Quello che non ho fatto è stato piangermi addosso o sprecare risorse a trovare/accusare i colpevoli. Ora sono quello che ho scelto di essere.

  • Bravo Giovanni, bel post, sul serio. Mi hai quasi convinto 🙂 Sto per iniziare un nuovo lavoro da dipendente…facciamo che mi do un anno e poi magari faccio il salto come te…e se succede, sarà grazie anche a questo post.

    • 1 anno è esattamente lo stesso tempo che mi sono dato io. La cosa impegnativa è stata portare avanti il lavoro dipendente, con gli orari e le responsabilità da manager, e intanto creare l’alternativa, che aveva bisogno comunque di attenzioni ed energie.
      Ne è valsa la pena. In bocca al lupo per la tua nuova esperienza!

  • Ciao Giovanni,

    sono capitato qui “per caso”… ahahah no, per disperazione…(non rido)..

    ho quasi 40 anni e lavoro da quando ne avevo 17, ho raggiunto l’obiettivo del lavoro a tempo indeterminato, tanto ambìto, per ben tre volte, in tre diversi settori professionali, ma tutt’ora (al sesto anno del terzo contratto “vero”) so che non sto andando nella direzione giusta..

    oggi faccio l’impiegato in un negozio di forniture d’ufficio ma ho un’indole creativa che la routine di tutti i giorni (mista al tempo che lascio andare) uccide lentamente.

    Sono consapevole che il processo di schiusa dell’uovo stia iniziando.. devo solo capire da quale parte spingere con più forza per far si che il guscio si rompa del tutto..

    Spero di riscrivere (presto) nuovamente qui e dirti che ce l’ho fatta, non solo che l’uovo si è rotto ma anche che so volare e so farlo ad alta quota!

    • Ciao Salvo
      Io credo che tu sia in una situazione molto fortunata: hai un impiego stabile, quindi entrate, e la VOGLIA di fare altre cose, di esplorare, di creare 🙂
      Mi permetto di darti un consiglio: NON MOLLARE ORA. Non lasciare il tuo lavoro ma… Non perdere tempo e inizia il secondo!
      Che idea hai? Cosa vorresti fare? Soprattutto cosa sai fare, quali sono le tue passioni, dove ti senti in grado di aiutare gli altri?
      Inizia a pensare, ispirati tra le pagine di questo blog, commenta dove cerchi informazioni insomma PARTI ADESSO.
      Poi quando vedrai che le cose hanno un senso, che inizi a prendere consapevolezza e trovare i primi clienti beh 🙂 scrivimelo e sarò felicissimo di leggerti!
      In bocca al lupo, grandissimo entusiasmo e grazie mille per il tuo commento 🙂

    • Ciao Salvo
      Fortunatamente ti avevo risposto anche in privato, ho avuto un problema di sincronizzazione dei commenti e ciò che avevo scritto non si è visto. Lo riporto perchè rispondo sempre a tutti (e di solito MOLTO velocemente). Scusami ancora per questo ritardo.

      Veniamo a noi:
      Io credo che tu sia in una situazione molto fortunata: hai un impiego stabile, quindi entrate, e la VOGLIA di fare altre cose, di esplorare, di creare 🙂
      Mi permetto di darti un consiglio: NON MOLLARE ORA. Non lasciare il tuo lavoro ma… Non perdere tempo e inizia il secondo!

      Che idea hai? Cosa vorresti fare? Soprattutto cosa sai fare, quali sono le tue passioni, dove ti senti in grado di aiutare gli altri? Ho scritto un articolo proprio sulla mia visione del secondo lavoro: http://www.giovannironci.it/secondo-lavoro-parti-con-un-blog/
      Ti invito a leggerlo 🙂

      Inizia a pensare, ispirati tra le pagine di questo blog, commenta dove cerchi informazioni (vedrai che ti rispondo!!! Chiedo perdono a tutti 😛 la sincronizzazione dei comemnti era andata in pappa!!!) insomma PARTI ADESSO. Poi quando vedrai che le cose hanno un senso, che inizi a prendere consapevolezza e trovare i primi clienti beh 🙂 scrivimelo e sarò felicissimo di leggerti!

      In bocca al lupo, grandissimo entusiasmo e grazie mille per il tuo commento 🙂

  • Ciao, sono capitato qui cercando su google ‘reinventarsi a 40 anni’. Di anni ne ho pochi meno e onestamente non ho ancora capito cosa voglio fare, che tipo di lavoro mi piacerebbe davvero e mi farebbe stare meglio. Quello che ho capito e ciò che NON voglio fare: quel che ho fatto fino ad oggi, ossia attività di comunicazione, ufficio stampa, media relations etc.

    Quando ho iniziato avevo un obiettivo preciso, entusiasmo voglia di fare e queste caratteristiche, in un tempo relativamente breve (meno di 10 anni), mi hanno portato a ricoprire più o meno il ruolo che desideravo, nel settore che più o meno desideravo. Contestualmente però ho scoperto pian piano che questo lavoro non mi piace, anzi mi fa schifo, che non mi arricchisce, che mi porta a svegliarmi ogni mattina sperando che arrivi sera (o weekend) il prima possibile, per poi ricominciare. Inoltre, essendo mio malgrado un libero professionista, non ho orari né tutele né sicurezze, il che a 25 anni mi andava bene, ora sinceramente sta diventando un grosso peso.

    Però ammetto: non so che fare. Non ho tempo per pensare se non nel weekend (ma poi, si finisce sempre a fare altro per ‘staccare la spina’ e ricaricarsi), non riesco a capire che tipo di lavoro vorrei davvero fare, non riesco ad esser costante e finisco sempre per trovarmi al punto di partenza.

    So per certo, come dicevo, quello che non voglio fare, e so per certo che preferirei, per la prima volta, poter aver un contratto con delle tutele, per potermi, alla soglia dei 40 anni, iniziare ad organizzare di più la mia vita. Ma certo questo non risolve i miei problemi: so perfettamente che per raggiungere un obiettivo bisogna avere le idee chiare, e questo purtroppo non è il mio caso.

    Grazie per gli spunti che dai nel tuo articolo, sono preziosi e utili. Spero possano aiutarmi!

    • p.s. aggiungo solo un altro particolare: da un bel pò, diciamo un anno e mezzo, leggo libri e blog come questo e cerco di metter in pratica alcuni dei suggerimenti che ritengo più utili e preziosi. Purtroppo, risucchiato dal lavoro, non riesco a ad esser mai continuo, e tutto finisce nel giro di poco tempo…

      • Ciao Dario.
        Avere le idee chiare è il problema di tutti, in effetti tantissimi blogger falliscono proprio perchè “prima partono” e poi “pensano a cosa fare”. Questo lo hai già capito e quindi “hai un piccolo vantaggio”.

        Difficile poterti aiutare fino a quando l’idea non diventerà più netta. Se posso permettermi un consiglio, concentrarti sulla FINE. Cioè, alla fine, che “prodotto” (inteso come prodotto fisico, digitale, servizio, consulenza, non saprei) potresti vendere? E potresti trovare qualcuno interessato?

        In bocca al lupo per tutto e buona giornata!

  • io ho 33 anni e sto vivendo ancora coi miei genitori, ma loro mi consigliano di cambiare lavoro anche se al momento io mi ci trovo bene al lavoro. Il mio lavoro è di operatore scolastico in una scuola di lingue della mia zona. E nella mia busta paga ricevo circa 300 €.
    Poi sono astemio, nè mi piace fumare e nè guido. Le unichè spese che faccio sono un po’ di libri sull’informatica e qualche giornalino (PK) e poi i 100€ per i miei. E nient’altro.
    Secondo te è meglio che resti a lavorare li o segua il consiglio dei miei ?

    • Ciao
      Beh, 300€ al mese sono davvero meno della miseria. Vivere con i tuoi può anche andare bene, ma io guarderei anche al futuro: se dovessi aver bisogno di soldi per un qualche imprevisto? Come faresti?

      Non serve fare passi frettolosi visto che, come dici, al momento riesci a sopravvivere. Ma se lavori in ambito scolastico, forse hai anche un minimo di tempo per guardarti intorno e trovare altro. Magari trovi due attività compatibili e riesci a raddoppiarti lo stipendio, così da toglierti qualche soddisfazione in più.

      In altre parole, io fermo non starei, perchè non è mai troppo tardi per crescere e migliorarsi.
      In bocca al lupo per tutto!

      • 300€ sono pochi anche se non spendo nulla ? Poi io sarei diplomato come Grafico pubblicitario. Ma non voglio (so che l’erba voglio non esiste nel giardino del re)tornare a studiare. Anche se alla fine dei conti sarebbe un’occupazione in più. E mi ero dimenticato di dirti che qualche anno ho fatto o faccio o farò l’insegnante volontario per bambini stranieri delle elementari (quelli che però sapevano già l’italiano.)

        E secondo te con il mio diploma che lavoro posso fare ? C’è qualche sito dove posso fare un test serio per vedere qual e sarebbe il mio lavoro ideale ?
        PS: mia zia è la diretrice della scuola dove lavoro.

        • Ciao e bentrovato.
          Non posso dirti io cosa sia tanto o cosa sia poco, perchè non posso dirti io come vuoi vivere la tua vita. Se per te va bene così che problema c’è?

          Io sono una persona diversa, io cerco di migliorarmi ogni giorno e darmi nuovi obiettivi e stimoli. Non siamo tutti uguali.

          Non troverai siti che diranno quale possa essere il tuo lavoro ideale. E’ la tua vita, sono i tuoi sogni, sei tu che devi decidere e sbatterti per realizzarli. Di sicuro niente viene da niente, per cui sei stai fermo e ti accontenti tutto rimarrà così. Se ti muovi e provi nuove vie, magari trovi qualcosa di meglio 🙂

          Ciao ciao

  • Ciao. Innanzitutto volevo ringraziarti per le tue ottime parole.
    Io lo ammetto, per la verità mi sono “svegliato” tardi dal mio “torpore” , vivendo da comodo precario per tanto tanto tempo.
    Ora sono un disoccupato di 42, e per molti anni ho cercato di trasformare il mio hobby e passione nel mio lavoro. Per anni ho studiato tanto e lo faccio ancora. Tantissimo tempo davanti al computer.
    Più la mia conoscenza migliorava, più il mio campo si apriva, si apriva e cresceva. Più studiavo più c’era da studiare ed esercitarsi.
    Dopo tanti anni ho provato a “vendermi”, per un paio altri, ma alla fine ho capito una cosa. E’ importante quello che dici te Giovanni è vero, bisogna crederci, ma alla fine bisogna anche essere LUCIDI. Non sono abbastanza bravo per questo lavoro.
    Non perchè non credo in me stesso, ma perchè mi sono reso conto semplicemente che la parola TEMPO significa qualcosa. Per quanto io possa studiare NON HO ABBASTANZA TEMPO DAVANTI per diventare un professionista appetibile. E’ tutto qui. Magari posso diventarlo, ma dovresti studiare, ed esercitarmi, in talmente tanti soft 3d, tecniche, campi attigui al 3D, e per talmente tanto tempo che alla fine mi sveglierei a 50 anni, e sempre con la metà di esperienza di chi lavora nel campo. Ai “miei tempi” , non c’erano le scuole e non esisteva il 3D.
    Oggi i giovani accedono direttamente dalle scuole, e io sarò sempre un gradino dietro, dietro le nuove tecniche, dietro gente che studia da tanti anni e con professori e strutture, dietro all’evoluzione dei soft etc.
    Volevo specializzarmi stringendo il campo, ma non riesco comunque ad avere risultati del livello necessario a “vendersi bene”. La realtà è che sono un “impiegato generico”, no far un pò di tutto, monto e smonto pc, so usarlo bene, parlo inglese, uso office, conosco tutti i soft 3d etc.etc.
    ma non posso definirmi uno SPECIALISTA di spicco in nulla. E non ho il tempo vitale per diventarlo. Tu hai portato la tua professionalità acquisita e la tua specializzazione FUORI dall’azienda, ma sei comunque specializzato. Io no, non ho curriculum che mi definisce specializzato in qualcosa. So fare benino tutto (anche nella mia vita è così), non c’è cosa che non sappia fare o abbia imparato a fare da solo, ma non so farla abbastanza bene da definirmi uno specialista appetibile, con un livello qualitativo appetibile.
    Restauro mobili l’ho imparato in rete, mi sono rifatto la casa risparmiando, gioco bene a calcio e a tennis, ma non abbastanza bene da definirmi “UNO BRAVO”.
    E’ questo il punto. non ho il tempo di farmi una professionalità.

    • Caro Gigietto, anche io sono nella tua situazione e ti capisco perfettamente. il tempo non è nella nostra parte per quanto ti impegni a studiare ancora ce ne sono tante altre cose da imparare quindi effettivamente esiste un gap di tempo. Penso che non sia soltanto la questione di studiare c’è anche il discorso di avere la possibilità di praticare ciò che hai imparato. Nonostante tutto non voglio arrendermi forse non sarò al top ma vorrei un po’ migliorare la mia vita e sentirmi felice.

    • Grande Marcello 🙂
      Hai sintetizzato tutto in poche parole. E’ la base da cui partire.

      Quello che si può fare per “aiutarsi” è sviluppare conoscenze e metodo, ma la voglia di fare e di mettersi in gioco non può dartela nessuno, devi averla di tuo e credo sia perfettamente riassunta nelle tue parole.

      Un saluto e in bocca al lupo per tutto