Intento di ricerca

L’intento di ricerca è un concetto vitale da capire, se crei contenuti per il web. In pratica, il Search Intent corrisponde alle aspettative che una persona ha in mente quando effettua una ricerca.

È, nel concreto, ciò che il ricercatore sta cercando e ciò che è disposto ad accettare come risposta.

Un concetto sottile e per nulla banale, che merita un approfondimento dedicato. Capirlo è infatti uno dei segreti della SEO moderna e della ricerca semantica. Ma andiamo con ordine.

Cosa significa “Intento di ricerca”?

L’intento di ricerca è l’informazione che un utente fornisce al motore di ricerca per ottenere un risultato. Ad esempio, quando qualcuno cerca “Ristorante di pesce a Cattolica”, questa persona cerca i ristoranti di pesce della nostra ridente cittadina. Di sicuro, lui o lei ha le idee chiare su cosa voglia e, dalla sua ricerca, anche tu sei in grado di capire cosa stia cercando nello specifico.

Ora prova a pensare a chi cerca “sedie”, o ancora peggio “pesca”. Cosa vuole questa persona? Qual è il suo Search Intent corretto? Cerca delle sedie per il nuovo salotto? O delle sedie in plastica o plexiglass per esterni? La pesca frutto, sport o attività di business?

Come puoi notare, in questi ultimi casi l’intento di ricerca non è chiaro. E se non è chiaro, sarà molto complesso fornire una risposta adeguata.

Vediamola dal punto di vista di chi scrive contenuti: l’intento di ricerca è un fattore importante per la SEO perché ti dice cosa vuole il tuo pubblico.  Ed è logico che sia vitale per identificare le parole chiave e le frasi più rilevanti per la tua attività, se vuoi fornire informazioni dettagliate su ciò che i tuoi clienti stanno cercando.

Ancor di più lo è se vuoi “catturare” esattamente gli utenti su cui hai deciso di puntare. In pratica scegliere l’intento di ricerca a cui rispondere significa scegliere le persone che vedranno il tuo contenuto (tutti potenziali clienti).

Le tipologie di intento di ricerca

Occhio: questa sezione illustra come l’intento di ricerca può essere utilizzato dai SEO per migliorare il posizionamento del proprio sito Web nelle pagine dei risultati di Google.

Conoscere i diversi tipi di intenti di ricerca è essenziale per qualsiasi azienda che voglia trarre il massimo dalla propria presenza online. In questo articolo, discuteremo i 4 tipi di intenti di ricerca e come indirizzare gli sforzi di content marketing a ciascuno di essi.

Intento di ricerca informativo (Cerco informazioni generali)

L’intento informativo è quando un utente sta cercando informazioni su un argomento specifico. Per esempio, se qualcuno volesse saperne di più sul software CRM, inserirebbe una frase chiave come “cos’è il software CRM” nel suo motore di ricerca.

Facciamo qualche altro esempio:

  • Come funziona un motore a scoppio
  • Quali problemi provoca la luce blu dei monitor
  • Cos’è la dieta chetogenica
  • Cosa sono i buchi neri

Come vedi, quando l’intento di ricerca è informativo, le query di ricerca contengono spesso termini come “cosa, cos’è, cosa sono, come, etc”. Questi termini, dal punto di vista della ricerca semantica, esprimono un search intent informativo (know). Sono comunque termini caratterizzanti la query di ricerca.

Chi cerca informazioni di base, non sa ancora bene quale prodotto possa essere quello giusto. L’intento informativo è quello delle persone “Problem Aware”. Sono utenti da educare, a cui mostrare la tipologia di soluzioni che offri. Sono sicuramente meno pronte alla fase di acquisto.

Intento di ricerca commerciale (Cerco informazioni su un certo prodotto)

  • Differenze tra iphone12 e iPhone14
  • Schermi con protezione luce blu

In questo caso, l’intento di ricerca espresso è quello commerciale. Sono alla ricerca di informazioni aggiuntive su prodotti e/o servizi a cui sono interessato.

All’interno del processo di acquisto, queste persone sono nella fase “Solution Aware” perché hanno già capito il tipo di prodotto che stanno cercando. Come puoi renderti conto, in molti casi, questo tipo di search intent è strategicamente rilevante per il tuo business.

Seguimi per capire meglio. L’utente inizia con la query informativa: quali problemi provoca la luce blu dei monitor. Ora ha le informazioni che cerca, e pure il fatto che esistano schermi con la protezione. Approfondisce e scopre che tutta la categoria degli Asus Blue Eye ha questa protezione. 

Intento di ricerca - Punti del Customer Journey

È da qui che si passa all’ultima fase del customer journey.

Intento di ricerca transazionale (voglio comprare)

  • Schermi Asus Blue Eye
  • Caratteristiche schermi Asus Eye Care

Come puoi vedere, dopo il search intent informativo, è logico passare a quello commerciale e poi concludere il giro con l’intento di ricerca transazionale vero e proprio.

Essere posizionato con un prodotto specifico, quando l’utente esprime il suo intento nominandolo e magari chiedendo caratteristiche e prezzo, ti fa capire quanti ragionamenti strategici potrai fare attorno al posizionamento delle tue parole chiave.

Intento di navigazione (voglio trovare un luogo )

L’intento di navigazione, chiamato anche intento locale, si ha quando la parola chiave contiene una località, o magari altre indicazioni tipo “più vicino, o qui vicino”. I risultati di ricerca in questo caso mostrano spesso il locale, o il luogo, più pertinenti alla tua richiesta.

Come si deduce l’intento di ricerca?

Pertinenza e contesto. In certi casi l’intento di ricerca è palesemente contenuto nelle keywords, altre volte devi ragionare. Il meglio è sempre provare e vedere la SERP di Google.

Analisi delle SERP

Rimaniamo concreti: prova una ricerca parole chiave mettendoti nei panni della persona. Il motore di ricerca Google Search ti mostrerà la SERP per quella query.

Cosa ti sta mostrando? Quali contenuti ti sta facendo vedere? Sono perlopiù schede prodotti di eCommerce? Vedi i prezzi? Le immagini di prodotto? Più esplicito di così non può essere, è ovvio che siamo di fronte a un search intent di tipo transazionale o commerciale.

Riprova, fai un’altra ricerca.

Ottieni perlopiù articoli di blog e riviste online? Allora è facile che l’intento sia informativo.

O ancora, la SERP mostra sulla destra la scheda di un locale. Ti mostra il nome, con tanto di orari di apertura e numeri di telefono? Allora è un intento di navigazione. Chiama, prenota, fa qualcosa!

Di una cosa puoi avere certezza, nove volte su dieci, i contenuti che ti mostra Google sono allineati con la tipologia di query (ovvero con il search intent).

  • Articoli di blog, filmati, contenuti estesi, sono tipici risultati di una ricerca informativa.
  • Schede di prodotto, landing page, pagine di categoria, esprimono search intent commerciali.

È dunque dall’analisi dei contenuti redatti e appartenenti alla SERP in questione che puoi stabilire con certezza la natura della query, e capire l’intento di ricerca. Puoi operare di conseguenza per creare contenuti contestuali precisi e in grado di rispondere in modo corretto all’intento espresso.

E questo è uno dei segreti più importanti della SEO moderna, quella basata sulla ricerca semantica.

Intenti di ricerca ambigui o confusi: come fare?

Capita di analizzare parole chiave che hanno più significati, e che quindi rappresentano un intento di ricerca ambiguo. Come fa Google a capire quale sia giusto e che risultati mostrare?

Google è davvero molto complesso, anche se tutt’altro che preciso (spesso si vedono errori e distorsioni nella ricerca), ma agisce con buonsenso.

Quando il search intent è ambiguo Google considera l’interpretazione dominante, ovvero si basa su quello che la maggioranza degli utenti intende quando usa quella query di ricerca.

Per non sbagliare, e per essere considerato da Google nel modo giusto, cerca di contestualizzare i contenuti con keyword caratteristiche dell’ambito a cui ti stai riferendo. Il contesto aiuterà Google a capire di cosa stai parlando e a comportarsi di conseguenza.

Se vuoi evitare del tutto la problematica, dovresti accontentarti di prendere keyword più specifiche. Ovvero, considerare query più precise, con un numero di parole maggiore, le famose parole chiave a coda lunga.

L’intento di ricerca è un fattore di ranking?

Come abbiamo visto, l’intento di ricerca è un fattore importante nella SEO perché ti aiuterà a capire cosa vuole il tuo pubblico per assicurarti di fornire contenuti che soddisfino le loro esigenze.

Non è un fattore di ranking diretto, ma ti aiuta a evitare disastri. Capiamo con qualche esempio:

Una persona scrive una query di ricerca su Google. Tra i risultati organici della ricerca, compare anche il tuo articolo. La persona clicca e raggiunge il tuo blog. Immediatamente, si rende conto che il contenuto non è ciò che si aspettava. Così abbandona il sito.

Tuttavia, la frequenza di rimbalzo (indice di abbandono del sito non appena un utente apre la pagina) è un fattore di posizionamento. Se lo sbagli, il motore di ricerca ti penalizzerà.

Se devi creare contenuti per il web, non puoi prescindere da tutto questo.

Ecco perché fare SEO in modo corretto richiede prima di svolgere un’analisi delle ricerche su Google. Hai bisogno di capire esattamente cosa stanno cercando i tuoi utenti, al di là delle semplici keywords. Si tratta proprio di intento di ricerca.

Ancora una volta: benvenuto nell’era della ricerca semantica (intento significato).

Conclusioni: parti dalle keywords con intento di ricerca chiaro

Voglio ribadirlo: conoscere i diversi tipi di intenti di ricerca è essenziale per qualsiasi azienda, professionista o freelance, che voglia trarre il massimo dalla propria presenza online e dagli investimenti nella SEO.

Soprattutto se sei agli inizi, parti e punta alle query di ricerca con un intento chiaro. Analizza in anticipo i risultati organici delle SERP, tieni d’occhio la barra ricerca di Google, mentre ti suggerisce le query più frequenti, e analizza bene anche le ricerche correlate (alla fine della pagina).

Google è una miniera di informazioni, ma tu devi metterci la testa, se vuoi davvero capire cosa stanno cercando i tuoi potenziali clienti.

Poi crea contenuti che rispondano esattamente al search intent, e vedrai che non sarà così impossibile arrivare tra i primi risultati organici, per la felicità del tuo business, e soprattutto dei tuoi lettori, che troveranno esattamente le risposte che vogliono.

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