filter bubble

Viene chiamata Filter Bubble, o anche bolla dei contenuti, o ancora gabbia di filtri.

È semplicemente il concetto – tutto online – legato al connubio comportamenti/pubblicità. Si manifesta praticamente ovunque, con le aziende che continuano a riproporti libri simili a quelli che hai già letto, prodotti simili a quelli che hai già comprato, viaggi simili a quelli che hai già vissuto. Utile? Comodo? O devastante per qualsiasi processo di crescita?

Cos’è la filter bubble tecnicamente?

La filter bubble è quell’insieme di tecniche utilizzate dalle aziende online e dal sistema pubblicitario (sempre online) per riuscire a riproporti “il meglio” legato “ai tuoi gusti” o “ai tuoi comportamenti”.

Sempre più spesso infatti i siti moderni registrano la storia dei tuoi comportamenti: cosa fai, come ti muovi, cosa acquisti e cosa desideri. Poi utilizzano queste informazioni per scegliere selettivamente la risposta migliore tra tutte quelle possibili.

Scegliere selettivamente. Ti rendi conto di questo passaggio?

Gli effetti della filter bubble

L'effetto della Filter bubble? Isolarti in una bolla culturale e ideologica falsata.Click To Tweet

Considera che anche posizione, click precedenti e ricerche passate influenzano i risultati. Dalla ricerca personalizzata di Google alle notizie personalizzate su Facebook alle proposte di acquisto di Amazon.

L’effetto della filter bubble – quello di consigliarti – è facile che si trasformi in qualcosa di diverso, ovvero isolarti da ogni informazione in contrasto con il tuo punto di vista.

È una gabbia, che mina la tua possibilità di crescita che è sempre stata prerogativa della stessa internet.

Cito alcuni passaggi di Parisier che puoi facilmente reperire su wikipedia o altri siti. Lui avverte che un potenziale difetto della ricerca filtrata è che “ci taglia da nuove idee, argomenti e informazioni importanti” e “crea l’impressione che i nostri stretti interessi siano tutto ciò che esiste”.

Non si tratta di frasi banali o concetti superficiali. La filter bubble è potenzialmente dannosa sia per gli individui che per la società che dopo un po’ di tempo si ritrovano costretti nei loro stessi gusti, confinati nella loro stessa visione del mondo, semplicemente perché in questo modo i vari sistemi ottengono più interazione, più like o più vendite.

E infatti Parisier sostiene che “algoritmi invisibili che modificano il web” potrebbero “limitare la nostra esposizione a nuove informazioni e restringere la nostra mentalità”.

Cosa ne pensi di queste gabbie?

Diciamocelo, in molti casi a noi utenti e compratori (mi ci metto anche io dentro al gruppo) piace tornare sulla libreria online e vedere immediatamente altri libri simili a quello appena letto. Per la libreria funziona e l’incremento di vendite dato dal connubio “registrazione comportamenti/risposte personalizzate” è indiscutibile.

Tuttavia come posso scoprire altri generi, altri autori, altre meraviglie, se ogni mia ricerca è influenzata dai miei comportamenti passati? Sono schiavo di me stesso? Quindi non posso cambiare?

La crescita è cambiamento.Click To Tweet

La crescita è in ogni cosa, nei gusti, nelle idee, nel confronto. Come posso crescere se tu (inteso come sistema) non mi fai vedere discussioni diverse dal mio punto di vista solo perché le volte precedenti non ho interagito?

Tempo fa ho scritto un post su come uscire dalla comfort zone proprio per crescere e migliorare. Come puoi scrollarti di dosso la tua pigrizia e accrescere la tua voglia di sperimentare cose nuove (che appunto ti facciano uscire dalla tua zona di agio) se vivi in un sistema che fa di tutto per tenerti su binari che lui stesso ha pensato per te?

Avevi mai pensato agli effetti della filter bubble? Fai già qualcosa per proteggerti? Puoi dirlo nei commenti e sarò ben felice di proseguire la discussione.

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