Self Publishing

Editore o Self publishing? Self publishing o Editore?

Questa domanda è sulla bocca di tutti. Autori o presunti tali, scrittori della domenica o professionisti, tutti hanno un loro pensiero a proposito.

Stai scrivendo un libro, un manuale, un romanzo e ancora non hai deciso se provare la strada del self publishing o cercare un editore? Ecco 5 punti di vista che magari non hai considerato, e che potrebbero aiutarti a decidere.

1. Self publishing o meno, non puoi fare tutto da solo.

Il primo aspetto da considerare non riguarda il self publishing o l’editore, riguarda la conoscenza dei tuoi limiti. Scrivere un libro è come fare un progetto: servono risorse, tempo, competenze. Averle tutte, o meglio pensare di averle tutte, potrebbe essere peccare di presunzione.

Per #scrivere un #libro servono risorse, tempo, competenze. Non puoi fare tutto da soloClick To Tweet

In effetti è davvero complesso saper far tutto, e se vuoi completare il tuo libro, soprattutto se vuoi riuscire a venderlo, dovresti essere un esperto in diversi ambiti. Qualche esempio?

  • Organizzazione (per curare il progetto al meglio);
  • Scrittura (per poterlo realizzare);
  • Editing (per curarlo nella qualità)
  • Grafica (per la copertina e l’impaginazione)
  • Web Design (per la creazione di un sito autore dove parlare dei tuoi lavori)
  • Blogging (per scrivere contenuti online coinvolgenti)
  • Marketing (per la promozione online e offline)

Essere carenti sui primi aspetti della lista contribuirà a rendere il prodotto finale quantomeno mediocre, esserlo sugli ultimi non ti permetterà di esprimere il potenziale della tua opera. In altre parole non sarai in grado di venderla.

La risposta è delegare. Se sei uno scrittore, non credo tu abbia tempo per pensare anche a come realizzare il tuo sito/blog. Anche la grafica potrebbe non essere propriamente nelle tue corde, ne parlerò ancora ma quello delle copertine è un mondo complesso e pieno di trappole. Se non hai esperienza in merito ti consiglio vivamente di farlo fare ad altri (ovvero a grafici professionisti).

Stesso discorso per l’editing, è comprovato che chi scrive il libro non possa essere la stessa persona che ne esegue l’editing. Un editing professionale alzerà l’asticella della qualità e renderà il tuo libro più chiaro e semplice da leggere: in altre parole ti permetterà di avere un prodotto professionale. D’altra parte cosa pensi quando compri un libro pieno di errori ed errorini?

2. Il self publishing è davvero gratis?

Il self publishing non può essere sinonimo di scarsa qualità.

Il self publishing fatto in modo serio è complesso. Più complesso ancora del percorso tradizionale con l’Editore, perché sarai tu a coordinare e controllare ogni aspetto della vita del tuo libro. Come dicevamo, avrai la possibilità di delegare alcuni compiti, e quindi di lavorare con professionisti che tu stesso potrai scegliere.

Tuttavia tieni presente una cosa: nessun professionista serio lavora gratis.

E una copertina non può costare 20 euro. Solo scegliere una foto sensata richiede almeno un’ora di lavoro, aggiungi a quella la scelta dei colori, l’impaginazione dei titoli, il livello di esperienza necessario. Non so se riesci a rendertene conto, ma qui – in Italia – almeno un terzo di quello che prendi te lo “assorbe” lo stato (vorrei usare altri termini, ma sono un signore e non voglio fare “dietrologia”, lo sappiamo che le tasse ci sono).

Ti sembra possibile quindi che un professionista possa lavorare almeno 2 ore (e sono stato molto basso) per crearti una copertina originale e unica a 20 euro? Credi che sia possibile per una persona normale lavorare a 20(importo) – 7(le tasse) / 2 (le ore) ovvero 7 euro l’ora? Prova a considerare quanto costi un programma di grafica, togli quindi tutte le spese di gestione dell’ufficio e del software e vedrai che sarebbe quasi in rimessa.

Chiunque ti dica che “ha fatto soldi a costo zero con il self publishing” mente sapendo di mentire.

Senza un vero investimento non otterrai mai un’opera professionale. E con la quantità di libri che c’è in giro su qualsiasi argomento, io credo sarà molto difficile venderne qualcuno o addirittura pensare di “farci dei soldi”.

3. Un editore serio. Esistono ancora?

Trovare un editore serio è una scelta straordinaria per bilanciare impegno, costi e qualità nella realizzazione della tua opera. Nella mia ultima esperienza, lavorare con Follie Letterarie, il mio Editore, è stato fantastico: abbiamo condiviso l’opera, rileggendola più volte assieme, decidendo assieme cosa aggiungere e togliere.

Una volta conclusa l’abbiamo consegnata all’editor che l’ha revisionata da cima a fondo in più passaggi, rendendola leggibile, chiara, pulita. Abbiamo infine condiviso i costi di realizzazione della copertina e l’editore stesso si è incaricato di tutta la fase di pubblicazione e caricamento di file nella piattaforma Amazon KDP.

Cioè alla fine io ho scritto ed ho partecipato attivamente nella scelta della copertina. Alla fine l’editore mi sta anche aiutando nella promozione online dell’opera, sui social, e stiamo partendo anche con i canali offline. Cosa chiedere di più?

Puoi capire che il mio investimento in questo caso si è ridotto all’osso, non avendo pagato la fase di editing (fondamentale per avere un prodotto finito di qualità) e avendo diviso i costi di copertina. Anche a livello di tempo sono stato aiutato tantissimo. E alla fine ho potuto dedicarmi a parlare del mio libro sui miei social e sul mio blog.

Credo che questa piccola storia (è esattamente quanto successo nella produzione dell’ebook Blog: come scrivere un post perfetto sia esattamente quello che io intendo per avere un editore serio. Fortunatamente ce ne sono ancora, credo sia compito di noi autori selezionarli e lavorare con loro, piuttosto che andare su editori a pagamento o peggio.

Per approfondire, e per conoscere il pensiero di questa nuova Casa Editrice, ti invito a leggere “Editor: 5 consigli per scegliere quello giusto

4. Ci sono eccezioni nella scelta?

Pubblicare un romanzo, un manuale tecnico o un ebook attraverso un editore è una scelta che – se fatta consapevolmente e con un editore serio – aiuta in ogni passaggio.

Se sei nel campo della formazione, o se vuoi produrre prodotti diversi, come corsi di formazione etc allora la strada del self publishing potrebbe sembrare l’unica via.

È vero che oggi ci sono tanti formati di libri elettronici dove potresti tranquillamente aggiungere video, ma solitamente l’approccio al “corso di formazione” è più vasto, comprendendo contenuti di ogni genere e tipo che devono essere ben organizzati e online per poter essere efficaci.

Qualunque sia la tua idea, per avere successo dovrai passare dal web. Avrai bisogno di un blog, dovrai imparare a scrivere contenuti per il web e nel caso imparare ad utilizzare gli strumenti per la creazione di corsi online. Considerami a disposizione e nel caso volessi parlarne contattami per una chiacchierata.

5. Self publishing o meno, una cosa ti serve di sicuro

E quella cosa si chiama auto promozione.

Senza promozione non venderai i tuoi prodotti. #sapevateloClick To Tweet

Non si tratta soltanto di fare pubblicità. Devi avere una presenza online. Devi farti notare, parlare delle cose che scrivi, dei tuoi libri, del tuo approccio. Insomma devi dare informazioni, sostenerle, diffonderle e farti conoscere.

Le persone vorranno sapere di chi è quel libro, e vorranno vedere la tua faccia: vogliono sapere chi sei. In questo periodo segnato dalla sovra informazione, l’unica vera moneta sonante è l’attenzione. O catturi l’attenzione, oppure difficilmente potrai vendere libri. Ne sei convinto? Cosa ne pensi?

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