Mailing list

I soldi sono nella lista, i soldi sono nella lista, e tutti a cercar di capire come sviluppare una mailing list di 10, 100, 1.000, 10.000 contatti, a creare messaggi su messaggi, inondare i possibili clienti con ogni genere di offerta.

E invece sai che c’è? Che i soldi NON sono nella lista…

A cosa serve una mailing list?

Lo ripeto: i soldi non sono nella lista. I soldi sono nella relazione che costruisci con le persone presenti nella lista. Non pensare che avere mille contatti su una mailing list sia quindi sufficiente a vendere, perché prenderesti una discreta cantonata.

I soldi sono nella lista? Anche no. #newsletter #mailinglist ecco perchéClick To Tweet

Non si vende ai contatti freddi, non puoi semplicemente accumulare persone in una lista e poi pensare, così, un giorno qualsiasi, di mandare una mail e dire: eccoci, comprate questo prodotto, costa 100 euro, grazie.

Ne venderai zero.

Costruire una mailing list significa innanzitutto scegliere i tuoi potenziali clienti, evitare quelli con cui non vuoi avere a che fare e iniziare un processo continuo di costruzione del rapporto, quello tra te e l’altra persona che c’è dall’altra parte. Sono persone, ricordalo sempre, non sono portafogli su gambe. Quindi non pensare di aver vinto solo perché “hai un iscritto in più”.

Un iscritto in +? Se non sai chi è, cosa vuole o cosa vendergli, è solo un COSTO in più.Click To Tweet

Vuoi una mailing list che funzioni? Curala.

Quando inizieranno ad arrivarti le prime iscrizioni non perdere tempo: tieni traccia di quello che succede. Il fatto per esempio che i tuoi lettori abbiano fatto opt-in (ovvero si siano registrati tramite un form di registrazione) cosa significa? Ci hai mai riflettuto? Nel caso in cui tu abbia un blog con diverse opzioni di opt-in, e magari anche con Lead Magnet diversi (i Lead Magnet sono i “regali” che offri in cambio della registrazione alla tua mail) come puoi tenere traccia di tutto?

Fino a poco tempo fa si costruivano “N” liste diverse, in modo di sapere più o meno cosa stesse succedendo. Lascia stare: ci sono sistemi che sono mille volte avanti rispetto a questi vecchi concetti.

Un cliente si dimostra interessato a un tuo Lead Magnet? Bene: ti ha dato un’informazione vitale per il proseguo del tuo rapporto con lui. Gi interessa quell’argomento così tanto da darti l’email in cambio, ora vedi di non “sprecarla”. E’ fondamentale avere un sistema che ti permetta di “marcare” ogni informazione di questo tipo.

È come se una persona entrasse nel tuo negozio e invece di dirti “dò un’occhiata” ti dicesse: “Sono interessata a quella felpa con cappuccio rossa che ho visto in vetrina la settimana scorsa, ce l’hai ancora?”. Cura la tua mailing list, marca le azioni, gli interessi, i movimenti. Poi sfrutta quelle informazioni per mandare comunicazioni interessanti, piuttosto che sprecare soldi ed occasioni con email inutili e fastidiose.

Mailing list: perché ho scelto Active Campaign

Quando si tratta di gestire situazioni dinamiche, non puoi pensare di fare le cose a mano. Devi avere dei sistemi capaci di adeguarsi, di crescere assieme al tuo progetto, e soprattutto “automatizzabili”, perché il tuo tempo è prezioso.

Investi nella creazione di valore, non nella gestione delle tecnologie!Click To Tweet

Sono molti i motivi che mi hanno portato ad Active Campaign, al punto che meritano un post specifico su cui sto lavorando, ma voglio anticipartene alcuni, poiché hanno cambiato per sempre il modo con cui gestisco le mie mailing list.

Tag e automazioni di Active Campaign

Active Campaign può marcare gli iscritti alla tua mailing list attraverso un sistema di Tag. Tanti software di gestione delle liste lo fanno, ma Active Campaign arriva a dei livelli incredibili. Se hai un blog in WordPress per esempio, puoi collegarlo direttamente alla tua mailing list, e puoi far partire automazioni di questo tipo “Se tizio ha visitato questa pagina, allora marcalo con un tag <visitata-la-pagina-x>”

  • Qualcuno ha cliccato su un link di una delle tue mail? Aggiungi un tag.
  • Qualcuno si è iscritto alla lista X? Aggiungi un tag.
  • Qualcuno si è iscritto tramite il form Y? Aggiungi un tag.

Dipende soltanto dalla tua fantasia.

Queste automazioni sono realizzate con un sofisticato (quanto semplice da imparare) tool software, che permette di aggiungere eventi e azioni in modo semplicemente geniale. A questo punto le possibilità diventano infinite e la tua mailing list acquista tutto un altro spessore.

Mailing list: le automazioni di Active Campaign
Ecco un esempio di Automazione su Active Campaign. Condizioni, azioni, c’è tutto per inventare e gestire qualsiasi flusso.

Un esempio di mailing list gestita a tag

Come immagino saprai, questo blog ha anche un portale di formazione associato. Recentemente ho aggiornato e pubblicato il corso completo su Twitter. Twitter è uno dei social network che possono aiutare il tuo business a crescere, per cui visto l’interesse delle persone (è uno degli articoli più letti di questo blog) ne ho fatto un corso.

Ora, gestire tutto il funnel di vendita attraverso Active Campaign si è rivelato estremamente stimolante: posso marcare le persone che hanno dimostrato interesse in questo argomento, ed evitare di conseguenza di disturbarle con altre questioni.

Altro esempio: una volta scaricato il Lead Magnet dove spiego la strategia per sviluppare il numero di follower, le persone vengono inserite in una sequenza di mail. Di solito queste sequenze servono a far capire che oltre al Lead Magnet c’è un prodotto più vasto e completo, e quindi ne mostrano i punti di forza e le peculiarità. Ora supponi che ti arrivi la terza mail e che la stessa ti convinca a comprare il prodotto. Saresti contento di riceverne altre dove continuo a proporti l’acquisto? Ti rispondo io: no. Non esiste. Anzi una volta comprato potrebbe interessarti ricevere qualche aiuto su come massimizzare l’utilizzo del prodotto attraverso nuovi esempi.

Questa è quella che io chiamo “una gestione intelligente dei tag”. Dipende tutta dalla tua fantasia, ma di sicuro ti permette di essere mirato, focalizzato e “nel contesto giusto”. Ti pare poco? O pensi ancora che sia meglio mandare “a urbi et orbi”?

E’ un argomento vasto e ricco di spunti di riflessione. Facciamo così: ci sono parti di questo articolo che vorresti vedere maggiormente trattate? Chiedilo attraverso i commenti e sarò lietissimo di “produrre” nuovi approfondimenti. Intanto ti ringrazio per la lettura e se ti va, condividi e aiutami a diffonderlo. Grazie!

 

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